Spesso si parla di morale ed etica come fossero sinonimi, ma la morale può portare con sé uno zaino molto pesante di rigidità, dogmatismo, conformismo e ipocrisia quando si trasforma in moralismo (e nelle attività di cura il moralismo, anche laico, è tutt’altro che raro). Questo zaino può diventare dannoso anche per la nostra salute e limitare fortemente il nostro benessere, proprio come qualsiasi peso inutile che continuiamo a portarci sulle spalle.
L’etica, dal canto suo, è la riflessione libera, aperta e consapevole sui perché che stanno alla base della scelta di ciò che, in un determinato tempo e luogo, viene considerato bene o male. È l’atteggiamento filosofico che porta a comprendere di più e a giudicare di meno.
Per quanto riguarda la mia esperienza di vita, vedo e vivo molta morale (che diventa dogma) e poca etica. Quante volte, alla domanda: «Perché si fa così?», ci viene spontaneo rispondere: «Perché è così e basta», oppure «Perché fanno tutti così». Oppure, anziché chiederci: «Di cosa ha bisogno questa persona?», ci rapportiamo agli altri domandandoci: «Come dovrebbe comportarsi una persona per bene?». Risposte e atteggiamenti che sono spesso accompagnati da indignazione, disprezzo e perfino repulsione.
Come liberarsene? Mi piace immaginare il pensiero libero, il dibattito costruttivo, la lettura e le giuste compagnie come i migliori antidoti. A questi aggiungerei il dubbio: non quello che paralizza, ma quello che nasce dallo studio e dal pensiero critico, che ci ricorda quanto sia più facile giudicare che comprendere.
E voi, cosa ne pensate?
Un saluto!
